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Comunicato Stampa – Quasi 900 miliardi i Costi del Non Fare le infrastrutture strategiche in Italia nei prossimi 16 anni

Quasi 900 miliardi i Costi del Non Fare le infrastrutture strategiche in Italia nei prossimi 16 anni. 82 miliardi i costi già sostenuti in soli due anni per l’inerzia nelle realizzazioni. Bisogna puntare sempre meno sulla quantità e sempre più sulla qualità e sull’ottimizzazione dei sistemi infrastrutturali vecchi e nuovi. Non solo grandi infrastrutture ma anche innovazioni tecnologiche e miglior utilizzo, protezione e conservazione dell’esistente. Diventa strategico attrarre nuove risorse finanziarie e utilizzare in modo ottimale le esistenti. La PA dovrà passare sempre più da “erogatore” a promotore”, sviluppando competenze qualificate…

Martedì 3 dicembre 2013, a Milano, presso l’Aula Magna di UniCredit in via Grossi 10, si è tenuto il convegno dal titolo: “Infrastrutture del futuro: verso un nuovo modello di sviluppo. Priorità, tecnologie, norme e finanziamenti” durante il quale sono stati presentati i risultati dello Studio 2013, il rapporto annuale dell’Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.costidelnonfare.it), diretto dal Prof. Andrea Gilardoni dell’Università Bocconi, giunto alla ottava edizione.

Lo Studio monitora le realizzazioni infrastrutturali prioritarie per lo sviluppo e la competitività del Paese e analizza le più importanti questioni a ciò correlate. I dati salienti del 8° Rapporto sono:

· La mancata realizzazione delle opere strategiche in Italia potrebbe generare quasi 900 miliardi di € di Costi del Non Fare nell’arco dei prossimi sedici anni.
· Nel solo biennio 2012-2013 il Paese ha già sostenuto 82 miliardi di € a causa delle mancate realizzazioni nei settori energia, efficienza energetica, rifiuti, viabilità autostradale e ferroviaria, logistica, idrico e telecomunicazioni.
· Diventano prioritari gli investimenti nelle Infrastrutture Intelligenti, utili strumenti per stimolare e ottimizzare il livello di efficienza nella gestione delle infrastrutture, consentendo al contempo di erogare servizi migliori agli utenti l’efficienza dei vari comparti infrastrutturali e per innescare la crescita economica.
· La protezione delle Infrastrutture Critiche garanzia di sicurezza e benessere del Paese. La messa insicurezza delle IC italiane: piccoli passi ma ancora tante criticità.
· Bassa è l’efficacia percepita dagli operatori del settore circa le modifiche normative derivanti dal Pacchetto Infrastrutture del Governo Monti. Si evidenzia, inoltre, una elevata sensibilità al tema delle tempistiche relativamente alle criticità pianificatorie e realizzative delle infrastrutture.

La presentazione dello Studio è stata un’occasione per dibattere con i vertici delle aziende partner e dei principali operatori dei settori analizzati. All’evento sono intervenuti: Stefano Liotta (Acea), Livio Gallo (Enel), Lorenzo Fiori (Finmeccanica), Franco Fogacci (Hera), Mario Rosario Mazzola (Mediterranea delle Acque), Massimiliano Bianco (Fedeutility), Guido Bortoni (AEEG), Antonio Martusciello (AGCOM).

Nel corso del workshop è stato consegnato, da parte di Mauro Moretti, AD di Ferrovie dello Stato Italiane, il Premio Sviluppo Infrastrutture 2013, della rivista MUI, a Franco Bassanini, per il prezioso contributo scientifico e istituzionale dato allo sviluppo infrastrutturale del Paese. Inoltre, è stato assegnato il Premio speciale a Piero Salini per aver creato un gruppo industriale nelle infrastrutture di primissimo piano nel panorama nazionale e internazionale.

Infine, hanno partecipato alla tavola rotonda del pomeriggio dal titolo “Modelli e strategie per lo sviluppo infrastrutturale. Come attrarre i capitali?”: Vittorio Ogliengo (UniCredit), Federico Ghizzoni (UniCredit), Pietro Salini (Impregilo), Mauro Moretti (Ferrovie dello Stato Italiane), Michele Tronconi (Assofondipensione), Massimo Garavaglia (Regione Lombardia). A conclusione dei lavori è intervenuto il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Rocco Girlanda.

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