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Osservatorio OSCI


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Osservatorio Strategia Circolare d’Impresa

L’Osservatorio Strategia Circolare d’Impresa (OSCI) intende fornire un contributo utile al consolidamento della posizione dell’impresa italiana nel campo dell’economia circolare, preparandola alle trasformazioni future del business. La ricerca, partendo da un’attenta analisi delle principali filiere, studierà i modelli di business con capacità di innovare rispetto ai tradizionali flussi lineari, producendo valore.

Lo Studio analizzerà elementi quali l’economicità, i flussi finanziari, gli stakeholder attivi, le modalità operative, e le opportunità di scalabilità di strategie d’impresa circolari.

La necessità di produrre ricerca su questo tema deriva dall’osservazione che, se da una parte l’economia circolare è presente con sempre maggiore urgenza nel dibattito pubblico e nelle attività di comunicazione delle imprese, dall’altra vi è spesso fatto riferimento in modo poco coerente.  All’economia circolare sono attribuiti significati differenti, che spaziano da concetti ampi come la sostenibilità ambientale, a temi limitati quali l’economia del riciclo. Diversi esempi di letteratura richiamano la necessità di meglio definire l’economia circolare come disciplina di ecologia industriale e di business in un contesto in cui il concetto si avvia a maturità.

Una prima analisi sviluppata dal team di ricerca Agici mette in evidenza una difficoltà da parte delle imprese italiane a considerare criteri circolari come driver di scelte strategiche alla base di modelli di business economicamente sostenibili e fonte di vantaggio competitivo. Alla base di queste carenze nel contesto italiano è una combinazione di:

  • indicazioni poco chiare dal punto di vista degli orientamenti normativi, con le iniziative a livello europeo che appaiono incentrate sul tema del trattamento dei rifiuti e con significativa delega a contesti nazionali e ad iniziative bottom-up da parte della società civile;
  • limitata disponibilità di informazioni su fattori di contesto quali l’andamento della domanda di beni e servizi prodotti secondo circolarità o le pressioni dovute alle disponibilità di materie prime, ovvero i cosiddetti “rischi lineari”;
  • una conoscenza limitata sulle opportunità puntuali di business legate a modelli circolari.

Questi elementi, tra gli altri, determinano alcuni dei problemi attuali dello sviluppo di modelli di business circolari, quali la difficoltà nel reperimento di investimenti e la carenza di competenze e network specifici. Riteniamo che questo derivi in parte dalla diffusa concezione dell’economia circolare con un tema appannaggio di politiche pubbliche, di iniziative di associazioni ambientaliste, o al massimo di attività di responsabilità sociale d’impresa o di comunicazione.

L’obiettivo è quindi di colmare alcune di queste lacune contribuendo a fornire alle imprese gli strumenti di cui necessitano per diventare driver del cambiamento in ottica di economicità, garantendo quindi ritorni sull’investimento che giustifichino la loro adesione al paradigma, in linea con l’idea di economia circolare come concetto fondamentalmente di business, come inteso tra gli altri dai primi lavori della Fondazione Ellen MacArthur.

Lo Studio si focalizzerà sui seguenti temi.

 

TEMI OGGETTO DELLA RICERCA

 

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 Il primo prodotto dell’osservatorio sarà un rapporto annuale, documento completo di analisi delle strategie e dei modelli di business d’impresa per l’economia circolare, focalizzato su filiere prioritarie. Il completamento del rapporto è previsto per giugno 2020.

 

Elementi distintivi

L’osservatorio si distingue nell’ambito delle ricerche sull’economia circolare per i seguenti elementi:

  • Prima iniziativa a studiare in dettaglio gli equilibri economico-finanziari dei modelli di business legati all’economia circolare nel mercato italiano;
  • Identificazione del valore aggiunto dei modelli di business circolari specificandone le attività, le risorse, la partnership, le relazioni con gli utenti, i canali, la segmentazione dell’utenza, i costi, i ricavi e la value proposition;
  • Visione d’insieme sui vari significati e applicazioni dell’economia circolare, a partire dall’ecodesign fino al recupero di rifiuti, passando per modelli di produzione e consumo innovativi, senza pregiudizi rispetto alle modalità tecniche e operative a supporto della circolarità;
  • Identificazione del potenziale di scalabilità e di applicazione dei modelli attraverso le filiere e i settori;
  • Modelli di business circolari come fonte di vantaggio competitivo;
  • Proposta di innovazioni di policy puntuali per sbloccare il potenziale di circolarità delle imprese italiane;
  • Incorporazione di obiettivi quali SDGs (in particolare 8.4 su efficienza delle risorse e vari target all’interno dell’obiettivo 12 sullo sviluppo sostenibile) e obiettivi della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (in particolare quelli del capo II “garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali”, e III “affermare modelli sostenibili di produzione e consumo”).