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Poker d’assi energetico e molto altro sul secondo numero di MUI

È uscito il secondo numero di Management delle Utilities e delle Infrastrutture, la Rivista leader nei settori dell’Energia, delle Insfrastrutture e dell’Ambiente. 

In questo numero si parla di:

POKER D’ASSI ENERGETICO

Le strategie aziendali di Eni, Enel, Snam e Terna analizzate da Andrea Gilardoni.

Vengono esaminate le strategie del “poker d’assi” energetico afferente allo stato italiano: Enel, Terna, Eni e Snam. Gli articoli si basano in larga misura sui Piani Industriali presentati dalle medesime aziende negli scorsi mesi. Dal quadro emerge una situazione di sensibile cambiamento strategico, dovuta anche alla modifica dei vertici intervenuta negli scorsi mesi.

La risposta di Enel alle sfide nell’energia globale

Dall’analisi del Piano 2015-2019 di Enel emergono quali siano i pilastri su cui l’azienda intende fondare la risposta strategica a fronte delle sfide globali dell’energia. Essi sono: efficienza operativa, crescita nelle reti di distribuzione (anche intelligenti), investimenti nelle rinnovabili, progressiva diminuzione del peso delle fossili nel mix produttivo e focus sui grandi mercati emergenti (in particolare America Latina). [LINK]

Terna: come recuperare il potenziale calo della remunerazione delle attività regolate

Il Piano di Terna è incentrato invece su come recuperare ricavi e redditività in vista del calo della remunerazione del capitale investito previsto dal nuovo periodo regolatorio della AEEGSI. Le risposte strategiche di Terna sono: incremento dell’efficienza operativa, integrazione del mercato elettrico sia a livello zonale (Italia) sia a livello europeo, investimenti selettivi con minori impatti sulla tariffa elettrica e sul debito e sviluppo delle attività non regolate (tra le quali anche lo storage). [LINK]

Eni. La crescita è sull’up-stream

Eni intende fondare la sua crescita attraverso una focalizzazione ancora maggiore sulla attività di E&P, da sempre la più redditizia nel settore O&G. L’area di maggiore interesse è l’Africa; tra i mercati di sbocco, invece, crescerà il peso dell’Asia. [LINK]

Snam. Sviluppo mirato in Italia con un occhio attento all’Europa

Per Snam le priorità strategiche sono: le interconnessioni con l’estero, l’aumento della capacità di trasporto nel Nord Italia, l’aumento della liquidità del mercato, investimenti negli stoccaggi per ampliare la flessibilità del sistema, accrescere efficienza e flessibilità della rete di distribuzione. Importanti nella strategia di Snam sono anche la valorizzazione degli asset internazionali e l’aumento dell’efficienza finanziaria e operativa. [LINK]

COMPETITIVE INTELLIGENCE

La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei diversi comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.

Accenture: The game is changing. Le Utility contro la death spiral

Articolo a firma di Danilo Troncarelli e Sandro Bacan di Accenture Strategy. I due autori descrivono i profondi mutamenti cui sta andando incontro il mercato italiano delle utility e delineano le possibili risposte strategiche per gli operatori. Dall’analisi emerge come le utility debbano trasformarsi da meri erogatori di commodity (gas ed elettricità) a fornitori di una ampia serie di servizi intelligenti (GD, storage, data management, …) con un focus sempre maggiore verso il cliente finale. [LINK]

TerniEnergia: da pure green company a smart energy player

Pezzo di Stefano Neri, Presidente e Amministratore Delegato di TerniEnergia. Neri, dopo una analisi puntuale dei mutamenti cui è andato incontro il mercato italiano delle rinnovabili, analizza le direttrici che l’azienda da lui guidata intende perseguire per competere nel nuovo scenario di mercato. La strategia è di far evolvere in modo radicale il modello di business trasformando TerniEnergia da un “mero” produttore di energia verde a un erogatore di sevizi smart quali, ad esempio, efficienza energetica, EPC, energy management e servizi post contatore.  [LINK

 

INFRASTRUTTURE

La sezione Infrastructures propone contributi focalizzati sul tema della programmazione, costruzione, finanziamento e gestione delle opere infrastrutturali e di tutte le implicazioni a ciò collegate e da ciò derivanti. La prospettiva è certamente strategico-aziendale, ma non sono esclusi contributi con una visione più ampia. Il taglio è globale, nel senso che sono benvenuti articoli che illustrano i potenziali dei mercati di tutto il mondo con riguardo alle varie categorie di infrastrutture considerate dalla Rivista.

Piano Juncker e infrastrutture: strategie del Governo e opportunità per le imprese

Il primo contributo di Maurizio Bellini e Stefano Clerici di Agici Finanza d’Impresa, riassume i principali punti emersi dalla tavola rotonda dal titolo “Piano Juncker e infrastrutture: strategie del Governo e opportunità per le imprese” organizzata in occasione della presentazione del piano di attività 2015 dell’Osservatorio I Costi del Non Fare. L’evento è stato un’occasione per discutere le implicazioni per il settore infrastrutturale del Piano Juncker e per avanzare proposte in una fase cruciale di definizione delle priorità di investimento e degli strumenti di finanziamento. Dal dibattito è emerso che il Piano rappresenta una seria opportunità per il rilancio delle opere so-prattutto nel nostro Paese. I decision maker hanno l’importante responsabilità di coordinare gli sforzi al fine di creare le migliori condizioni per la buona riuscita del Piano. È auspicabile che esso sia determinante nel fornire nuove risorse finanziarie al sistema e nell’innescare una nuova fase di investimenti infrastrutturali in Europa. Diversi operatori ed esperti sottolineano, tuttavia, che la mancanza di investimenti non è necessariamente legata alla carenza di risorse finanziarie. In primo luogo, esiste molto spesso una carenza in termini di qualità progettuale. In secondo luogo esistono situazioni in cui gli investimenti sono sostanzialmente inibiti da problematiche di tipo regolamentare piuttosto che finanziario. Infine, il dibattito ha messo in luce come permangano importanti cause di farraginosità a livello normativo con l’effetto di dilatare tempi e costi di realizzazione delle opere.  [LINK

Corruzione nella realizzazione delle opere pubbliche. Alcune riflessioni

L’articolo di Alessandra Garzarella fa alcune riflessioni sul tema della corruzione nella realizzazione delle opere pubbliche mettendo in luce sia la posizione del Governo sia il punto di vista e le proposte dell’Osservatorio I Costi del Non Fare. Da un lato, il Ministero delle Infrastrutture ha da poco presentato il Programma delle Infrastrutture Strategiche (PIS) 2015 in cui viene indicato un nucleo ristretto di infrastrutture, 25 opere prioritarie, essenziali, di rilevanza nazionale, necessarie per la competitività del Paese e per la mobilità intelligente nelle aree urbane. Si tratta di una sorta di “priorità delle priorità” su scala nazionale. Dall’altro, con la bozza di riforma del Codice degli Appalti si comincia a delineare un valido processo di cambiamento, al fine di ottenere una normativa nel contempo più “leggera” e più severa, che dia maggior certezza e stabilità delle regole velocizzando la realizzazione delle opere. Infine, secondo l’Osservatorio, è sicuramente sbagliato sostenere che non servano più grandi opere, così come è scorretto assumere che fossero prioritarie tutte le opere indicate nella Legge Obiettivo. Ciò che è certo è che sono necessarie opere utili. Il fabbisogno di opere nel Paese è ancora molto elevato, ma è profondamente cambiato nella sua natura, così come si sono molto modificate le priorità. È necessario investire di più e meglio nella progettazione e nella valutazione, attraverso seri studi di fattibilità non solo tecnici, ma anche sociali e ambientali. Il contrasto alla corruzione si deve accompagnare con più efficaci meccanismi di gestione delle opere fin dalla loro ideazione.  [LINK

 

EFFICIENZA ENERGETICA

EE per il rilancio economico e industriale del Paese. Il punto di vista dei finanziatori

La sezione Efficienza Energetica di questo numero raccoglie il contributo di Alberto Carriero, senior analyst presso l’Ufficio Ricerca e Studi di Cassa Depositi e Prestiti, focalizzato sul tema del finanziamento dell’efficienza energetica. Lo sviluppo degli interventi di efficientamento energetico rappresenta, senza dubbio, una concreta opportunità sia nell’ottica di rilanciare la competitività del sistema produttivo nazionale, sia per sfruttare le potenzialità della green economy come volano per il sistema Paese. Una serie di ostacoli legati alla scarsa standardizzazione degli interventi, alle modeste dimensioni degli investimenti e alla fragilità finanziaria dei soggetti proponenti, tuttavia, limita lo sviluppo del settore. Affinché l’Efficienza Energetica possa esprimere tutto il suo potenziale, è necessario individuare chiare regole di ingaggio tra pubblico e privato, in modo che possano affluire i capitali necessari a sostenere il fabbisogno di investimenti. In questo contesto, la Cassa Depositi e Prestiti guarda con interesse al settore, mettendo a disposizione una significativa dotazione di risorse, il cui utilizzo è strettamente correlato alla presenza di progetti finanziariamente sostenibili, di dimensioni adeguate e sostenuti da controparti solide. [LINK]

 

SPECIALE OSSERVATORI

La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner: OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili, M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities, CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” e  CESEF – Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica

La tenuta del carbone nel mix energetico europeo

Articolo a firma di Marco Carta e Tommaso Perelli di Agici Finanza d’Impresa che esamina il ruolo attuale e prospettico della generazione elettrica con carbone e lignite in Europa. Dall’analisi emerge come, nonostante restrizioni varie e incentivi alle tecnologie pulite, il carbone giochi un ruolo ancora assai rilevante nel mix europeo. Ciò è dovuto al fallimento del sistema dei certificati di emissione e al basso costo di generazione del carbone specie se estratto localmente. Tale importante ruolo potrebbe mantenersi anche negli anni a venire. [LINK

L’Utility del Futuro. Strategie per far fronte ai nuovi bisogni dei territori e battere la crisi

Il pezzo, a firma di Raffaele Caracciolo di Agici Finanza d’Impresa riassume i principali punti emersi dal Workshop Annuale dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utilities tenutosi il 4 marzo 2015 a Palazzo Clerici Milano. L’evento è il riferimento in Italia per il comparto delle utility. [LINK] 

I sistemi di energy storage: molto più di una promessa

Il terzo articolo è a firma di quattro Director di Accenture: Andrea Frau, Pietro di Maria, Sandro Bacan e Danilo Troncarelli. Il tema trattato è di quelli “caldi” per il settore energetico: gli accumuli elettrici. Dal pezzo emerge come vi siano una serie ampia di tecnologie disponibili per gli accumuli e alcune di esse siano già oggi economicamente sostenibili. L’articolo si chiude con una breve intervista ad Alessandro Fiocco (Amministratore Delegato di Terna Plus e Terna Storage). [LINK

Viveracqua: un progetto innovativo di integrazione delle gestioni del servizio idrico integrato in Veneto

La sezione si conclude con la descrizione del progetto Viveracqua da parte del suo Presidente, Fabio Trolese. L’articolo illustra compiutamente la genesi del progetto, la sua mission, le attività, l’organizzazione, gli obiettivi raggiunti e i target futuri. Di particolare interesse è la descrizione delle modalità di ottenimento dei fondi BEI per finanziare i progetti infrastrutturali di Viveracqua. [LINK

 

EDITORIALE

È disponibile gratuitamente l’editoriale del Direttore Andrea Gilardoni dal titolo Quali gli indirizzi strategici di sviluppo delle utilities?

Scaricalo qui: Editoriale MUI 2-2015 (396)

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